27 aprile 2018

Le nuove prospettive del Supply Chain Finance

Il mercato potenziale per servizi e soluzioni di Supply Chain Finance in Italia è pari a circa 637 Miliardi di € (74% verso Clienti e 26% verso consociate), di gran lunga il più rilevante in Europa. I principali Paesi seguono, infatti, con discreto distacco: 582 Miliardi per la Germania, 529 Miliardi per la Francia, 411 Miliardi per il Regno Unito, 341 Miliardi per la Spagna e 170 Miliardi per l’Olanda. Il mercato servito, tuttavia, si ferma solo al 23% del totale (che sale al 29% depurando il data dai rapporti tra consociate).

Parliamo di oltre 146 miliardi di euro, per il momento ancora dominato da soluzioni tradizionali, come l’Anticipo Fattura, cioè il finanziamento delle fatture non ancora riscosse che passa dagli 87 miliardi del 2015 ai 75 mld del 2016 (-13,8%), e il Factoring, la cessione di crediti commerciali vantati da un’azienda verso i debitori che sale del +6,6% a quota 58 miliardi.

Nell’ultimo anno però a crescere è stato soprattutto il Reverse Factoring, che permette ai fornitori di sfruttare il merito creditizio di un’azienda cliente per ottenere prezzi più bassi (3 mld, +7%), mentre hanno preso piede anche nuove soluzioni innovative come l’Invoice Auction, il Purchase Order Finance, il Dynamic Discounting e l’Equipment Finance, di cui si prevede una forte crescita nel 2017 grazie al boom del Fintech e all’impiego di tecnologie innovative come Blockchain, Big Data e Internet of Things.

Sono i risultati della ricerca dell’Osservatorio Supply Chain Finance della School of Management del Politecnico di Milano presentata a metà marzo, nel corso del Convegno al convegno “Supply Chain Finance: il credito di filiera verso nuove prospettive” (www.osservatori.net).

Le imprese stanno adottando soluzioni con approccio sempre più manageriale, con particolare attenzione verso il potenziale del Digitale che permette di superare i limiti di approcci tradizionali, che pure rimangono prevalenti.

Si stanno infatti affermando soluzioni innovative, di cui si prevede una forte crescita in futuro. Parliamo per esempio di Purchase Order Finance (con il focus del finanziamento che si sposta dalla fattura all’ordine, supportando l’acquisto dei materiali o prodotti necessari a produrre quanto ordinato); oppure di Dynamic Discounting (dove il pagamento viene anticipato a fronte di uno sconto proporzionale ai giorni di anticipo, che consente di rimettere in circolo la liquidità disponibile all’interno della filiera stessa, senza coinvolgere necessariamente finanziatori terzi). Poi c’è l’Equipment Finance, l’insieme di strumenti finanziari a supporto dell’acquisto di asset durevoli, che estende a questi i tradizionali confini del Supply Chain Finance.

Tutte soluzioni che Fifty già sta erogando, anche grazie ai propri partner, o che sta per rendere disponibili in coerenza con il paradigma di Supply Chain Finance House italiana: un’unica piattaforma che permette di gestire una pluralità di strumenti in modo calibrato rispetto ai partner di business con cui di volta in volta si interagisce.